La Cooperativa Martinengo opera dal 1986 a Milano, in particolare nei municipi 4 e 5, e ha come caratteristiche:
• la domiciliarità, che si esprime come risposta flessibile alle molteplici necessità che la condivisione dei bisogni familiari comporta;
• la risposta integrata ai bisogni della famiglia siano essi di natura assistenziale, infermieristica, educativa.
Essa si rivolge a famiglie in difficoltà per eventi naturali come malattie, nascite, morti, o per eventi quali disgregazioni del nucleo, delinquenza, emarginazione offrendo loro un supporto educativo, socio-assistenziale e socio-sanitario.
Nel rispondere ai bisogni le azioni spaziano dalla cura del bambino e del malato alla cura della casa e dell’igiene laddove è necessario e possibile, all’accompagnamento a scuola e alla cura e alle relazioni con gli insegnanti, all’accompagnamento a visite specialistiche e terapie riabilitative garantendone se necessario l’esecuzione a domicilio, all’aiuto nella ricerca del lavoro, della casa e del disbrigo di pratiche burocratiche, all’accompagnamento dei bambini all’incontro coi genitori ( spazio neutro), al sostegno allo studio tramite lo svolgimento dei compiti e attività ludico –ricreative, all’accoglienza nel momento del pranzo, alla possibilità di accoglienza notturna dei minori in carico che vengono a trovarsi in situazioni di emergenza.
Nel corso degli anni, l’attenzione al bisogno incontrato ha generato nuove forme di risposta al bisogno, fino ad arrivare alla nascita di servizi strutturati.
Il progetto
Per poter continuare ad essere un punto di riferimento per il quartiere e per coloro che ci vivono con la stessa “qualità” e professionalità con cui abbiamo sempre lavorato e che le condizioni e i condizionamenti attuali non garantiscono, abbiamo bisogno di aiuti esterni.
Questi i settori più in difficoltà e su cui chiediamo di essere sostenuti:
“La Casa di Sam o dell’amicizia” è una delle sedi operative della cooperativa, situata in via Brizi 10. Accoglie minori nella fascia 11-18 che in questo periodo hanno fatto emergere fragilità e malessere e diversi di loro sono a forte rischio di isolamento sociale. Per poterli sostenere occorrono spazi di bellezza e di libertà e educatori che mettano in gioco tutta la loro professionalità. I ragazzi richiedono spazi personali di confronto e di aiuto e il lavoro nel gruppo dei pari non è più sempre efficace per “tirarli fuori” dalle loro chiusure e far loro scoprire nuovamente che la vita è una grande possibilità di realizzare se stessi e che questo trascina il gusto di essere protagonisti. Il rapporto educatori-ragazzi deve necessariamente aumentare per poter incidere sui giovani oggi. A questo si aggiungono i costi della struttura che lievitano e il fatto che spesso i ragazzi per essere agganciati necessitano di proposte organizzate di sport, uscite e attrattive esterne. Il Comune di Milano con cui siamo accreditati sta riducendo le aperture “concesse” ai ragazzi: un ragazzo viene inserito alla Casa di Sam per due o tre giorni alla settimana. E’ facile capire come questo “spezzettamento” non può essere una risposta completa e soprattutto incisiva su un ragazzo con delle fragilità e che, come abitualmente accade, vive in un contesto ad altissimo rischio di devianza. La richiesta di finanziamenti ulteriori va proprio a coprire quelle giornate trascorse al Centro non coperte dalla retta del Comune.
L'assistenza domiciliare è un servizio organizzato in modo da offrire all'utente e/o al nucleo familiare presso la propria casa prestazioni sia socio-assistenziali che educative, al fine di favorire la permanenza nell'ambiente sociale e familiare di appartenenza. È finalizzato a migliorare la qualità delle persone a cui è rivolto, a prevenire l'insorgenza di situazioni di bisogno e al graduale recupero dell'autonomia della persona dal punto di vista fisico, psichico e sociale, stimolando al massimo le potenzialità individuali ed evitando il più possibile forme di dipendenza. In ambito educativo ciò che c’è in gioco è il sostegno ai genitori per favorire nel quotidiano le loro capacità genitoriali e rafforzarne il compito educativo ultimamente infragilito dal contesto sociale e da una mancanza di punti di riferimento stabili e di aiuto concreto. Affiancare le famiglie nei loro contesti di vita favorisce il processo evolutivo dei bambini e dei ragazzi. Attraverso gesti semplici come l’accompagnamento a scuola, fare i compiti, giocare, conoscere il quartiere, si genera una sicurezza di vita su cui costruire sé e il proprio futuro. La situazione emergenziale appena trascorsa ha lasciato ferite e fragilità importanti che necessitano di essere guardate e “curate” e non solo commentate quando accadono fatti gravi di cronaca. I fondi pubblici non sono più sufficienti a coprire il fabbisogno minimo necessario per supportare le numerose famiglie in difficoltà. Nemmeno la rete di volontari attorno alla cooperativa è sufficiente, seppur già molto attiva. Il bisogno supera le risorse a disposizione. Abbiamo stimato, rispetto alle famiglie che già conosciamo e alle necessità che vediamo attualmente, che occorre raccogliere altri finanziamenti per poter offrire interventi educativi sui minori in carico che possano rispondere in modo più completo al bisogno.
Supervisione/formazione del personale educativo. Un bisogno emergente e indispensabile in questo periodo è dato dalla formazione del personale educativo. Non si tratta di formazione in senso stretto ma di un supporto e una supervisione sui singoli casi seguiti che è fondamentale nel perseguimento di obiettivi educativi sui ragazzi oggi così provati e fragili. In questi anni (gli ultimi in particolare visto l’aggravarsi del disagio) è stato fondamentale per gli educatori potersi confrontare con personale esperto per essere sostenuti nel compito educativo e per non lasciarsi trascinare nello sconforto. La cooperativa ha sempre offerto al personale educativo questa possibilità di confronto generando contemporaneamente processi di crescita professionale e stabilità nel personale stesso. Un circolo virtuoso che crea anche un team di lavoro accogliente e che genera accoglienza.
Il centro di aggregazione giovanile “Icaro”: ICARO offre a preadolescenti, adolescenti e giovani un luogo dove essere aiutati a diventare coscienti e quindi protagonisti della propria crescita, attraverso varie proposte che riguardano la gestione del tempo libero, l’aiuto nello studio, proposte ludico-ricreative e culturali. La posizione di ICARO, al crocevia tra un quartiere popolare e uno a residenza privata, facilita l’accesso a ragazzi di diversa estrazione sociale ed etnia: ciò favorisce il processo di ricombinazione sociale, sia tra i minori che tra le famiglie di diversa provenienza. La maggior parte dei minori si accostano al Centro Icaro per un bisogno formativo. La risposta a questo bisogno ha una prospettiva più “ambiziosa” che passa attraverso azioni semplici e quotidiane. Nel sostegno scolastico la proposta educativa non privilegia esclusivamente il conseguimento dei risultati (svolgere il compito assegnato a scuola) ma tende ad appassionare i ragazzi al gusto di imparare, a facilitare un approccio positivo all’ambiente scolastico e al contesto di relazioni in esso implicate, Si tratta di una vera e propria avventura, soprattutto nella situazione storica, sociale e culturale che viviamo.
Il rapporto educatore/minore richiesto dai requisiti pubblici è pari a 1:15. E’ evidente che prendersi carico di un minore con una pluralità di attività e con la cura di cui hanno veramente bisogno non può essere in un rapporto così ampio. La necessità è quindi quella di aumentare il numero degli educatori e di figure adulte stabili che permettano il formarsi di legami che realmente aiutano a crescere e che rimangono vivi nel tempo anche quando i ragazzi non frequentano più il centro. In un mondo fragile, il benessere dei giovani è la linfa vitale che può rigenerare il futuro: investire in loro è investire nella speranza di un domani migliore.
Ringraziamo Fondazione Falk, Fondazione De Agostini, Fondazione Riva e Gruppo frassati che insieme a noi credono nell’importanza di questo progetto e con i loro finanziamenti ci hanno permesso di dare inizio al progetto.
Grazie ai loro contributi abbiamo coperto il 50 % dei costi annui del progetto, ma abbiamo ancora bisogno di aiuto.
Se vuoi aiutarci puoi scrivere a ………………